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| Grazie al Progetto ninna ho anche a Varese una culla per i bambini abbandonati |
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Varese, 17 dicembre 2008 – E’ stata inaugurata oggi, presso l’Ospedale Materno Infantile del Ponte, alla presenza del Sindaco di Varese, Attilio Fontana, dell’Assessore Tomassini, dei vertici dell’ospedale e delle associazioni di volontariato, la prima culla termica della città di Varese, un’apposita struttura creata per dare accoglienza e salvezza a neonati abbandonati.
La cerimonia si è svolta a un anno esatto di distanza da quando fu ritrovato abbandonato in un cassonetto a Cassano Magnago un neonato in fin di vita che fortunatamente fu salvato proprio presso lo stesso Ospedale dall’equipe del dottor Massimo Agosti. Oggi il bambino, affidato ad una nuova famiglia, sta bene ma proprio per evitare che si ripetano simili tragedie, è nato il Progetto ninna ho, un’iniziativa a carattere nazionale della Fondazione Francesca Rava e di KPMG, patrocinata dalla Società Italiana di Neonatologia.
Il Progetto ninna ho intende contrastare il fenomeno dell’abbandono neonatale garantendo il diritto al parto in anonimato riconosciuto dalla legge italiana e prevedendo l’installazione di culle salvavita all’interno di una rete di ospedali.
La culla termica di Varese, benedetta da Don Roberto Rogora, cappellano dell’Ospedale, è situata all’interno di una struttura in muratura collocata in una zona protetta e riservata dell’ospedale, all’angolo tra via da Vinci e via Buonarroti, è dotata di particolari sensori ed è costantemente videosorvegliata da un controllo remoto tramite una telecamera che verifica in ogni momento la presenza o meno di un neonato.
In corrispondenza dell'accesso esterno alla struttura, è presente una tapparella automatica termoisolata, un citofono di comunicazione collegato con il reparto di Terapia Intensiva Neonatale ed un pulsante di comando, premendo il quale la tapparella si apre ed è possibile deporre il neonato. Dopo di che, la tapparella si chiude automaticamente mettendo il piccolo al sicuro. Un allarme acustico avvisa tempestivamente il personale medico che si reca sul posto per trasferire il prima possibile il neonato, mediante l’apposita incubatrice da trasporto, presso il reparto di terapia intensiva o neonatologia, per gli accertamenti e le cure del caso. Il piccolo viene ricoverato seguendo la procedura adottata per il neonato non riconosciuto e viene avviato il procedimento di adozione.
“Essere qui a Varese è per noi una grande gioia - ha dichiarato Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava – ed assume più valore proprio perché l’idea di mettere a disposizione questa struttura è nata nel dicembre dell’anno scorso, dopo il caso del neonato abbandonato salvato dal dott. Agosti”.
“La storia di questo bambino – prosegue Mariavittoria – ci ha lasciato un messaggio forte e al tempo stesso pieno di tenerezza che ci ha spinto con estrema determinazione a proseguire nella direzione di un impegno nella tutela materno-infantile nel percorso della nascita”.
Un impegno che prima di tutto consiste nel diffondere sempre più capillarmente in Italia la conoscenza sui servizi a tutela della maternità presenti nel nostro territorio e le opportunità offerte dalle leggi italiane.
Il progetto ninna ho prevede infatti una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo) volta ad informare le madri in difficoltà sull’attuale normativa, relativa alla segretezza del parto e alla tutela della donna e del bambino. Il DPR 396/2000 ha infatti sancito il diritto di partorire in assoluta segretezza e non riconoscere il bambino garantendogli il diritto di crescere in una famiglia. Ogni donna può ricorrere alle strutture pubbliche ed avvalersi del diritto all’anonimato, senza temere l’espulsione, se clandestina, ma vivere l’ospedale come ‘luogo amico’.
“Tra i valori fondanti di KPMG c’è l’impegno verso la comunità. Per questo abbiamo aderito al progetto con entusiasmo decidendo di partecipare direttamente alla campagna – ha dichiarato Giovanni Rebay, Partner KPMG Responsabile Marketing & Communications – Il nostro personale è direttamente impegnato per diffondere il materiale informativo presso consultori, parrocchie, cooperative sociali, presidi ospedalieri, Asl. Quello che ci interessa comunicare è l’idea dell’ospedale come sostegno sanitario e sociale, che garantisce anonimato e collaborazione alle donne in difficoltà".
“Abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto" – ha concluso Massimo Agosti, Direttore di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Materno Infantile del Ponte di Varese – “Con esso vogliamo lanciare un segnale alle donne in difficoltà per dar loro un’opportunità in più e fare promozione sui servizi che evitano alle madri di arrivare a un gesto drammatico come abbandonare i figli in un cassonetto”.
Dopo la culla di Varese, che segue quella inaugurata lo scorso 5 novembre presso l’Ospedale Federico II di Napoli, altre culle termiche verranno realizzate negli ospedali di Firenze, Torino e Padova. E’ inoltre attivo un numero verde 800 320 023 e un sito www.ninnaho.org per chi desidera maggiori informazioni sul Progetto.
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Avec le parrainage de: Ministère italien du Travail, de la Santé et des Politiques Sociales Société Italienne de Néonatalogie
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